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lunedì 16 marzo 2009

"Gemme famose"

Alcune gemme sono divenute famose non solamente per l'eccezionale dimensione ma anche per l'avventuroso rinvenimento e per la sorte curiosa e romanzesca, e vari cambiamenti di proprietario e i furti di cui furono oggetto.
Tra questi sicuramente ritroviamo:
- CULLINAN diamante anche noto come "Stella d'Africa" dalla mole gigantesca in quanto grezzo pesava oltre sei ettogrammi. Fu trovato a Pretoria nel 1905 e fu diviso in due parti, una delle quali divenne il più grande brillante al mondo ora incastonato sullo scettro d'Inghilterra.
- GRAN MOGOL diamante rinvenuto in India nel XVII secolo, grezzo pesava circa 790 carati. Tagliato a rosa.
- DE BEERS diamante rinvenuto in Sud Africa, con colorazione giallo paglierina e peso grezzo di circa 440 carati tagliato a brillante.
-COROMANDEL diamante di origine brasiliana con colore argentato. Grezzo pesava circa 400 carati, purisimo ed ottaedrico, venne acquistato dal gioielliere Winston.
- RED CROSS diamante rinvenuto in Sud Africa, del peso di 375 carati con colorazione giallo limone e disposizione a "croce di Malta" delle inclusioni pertanto foggiato con taglio "carrè".
- TAVERNIER diamante ritrovato in India a forma di parallelepipedo del peso di 200 carati, subì una semplice pulitura delle facce naturali. Se ne ignora la sorte.
- KO-HI-NOOR diamante rinvenuto in India con colorazione grigiastra. Nel 1400 fu di proprietà del rajah di Malva, quindi passò al Gran Mogol e quindi a Nadir Shah. Come d'usanza orientale, a pace avvenuta, il sovrano indiano invitò il conquistatore persiano allo scambio dei turbanti ben sapendo che sul coprcato del sovrano indiano si trovava la gemma famosa. Fu poi possiduta dalla Regina Vittoria che la fece ritagliare e quindi la gemma che inizialmente pesava 700 carati divenne poi un brillante di 108 carati.
- SCIA' diamante indiano a forma di prisma, che mostra ogni faccia laterale per metà levigata e per metà naturale. Presenta tre incisioni corrispondenti ai nomi di monarchi persiani . Il colore e leggermente "bruciato" e la caratura è di 89 ct.
- HOPE diamante di colore blu zaffiro noto per l'influenza malefica inditta a quasi tutti coloro che lo possedettero. Fu rubato durante la Rivoluzione Francese quindi ritagliato perche non fosse riconosciuto e acquistato poi dal banchiere Hope. Si credette perduto durante il naufragio del Titanic ma ad oggi risulta in possesso del collezionista Winston di New York.

mercoledì 25 febbraio 2009

"Il mio maestro"


Il mio maestro si chiama Sergio. Gallo Sergio. Non ci sono parole esatte per descrivere Sergio: quando tiene in mano una gemma, diventa tutt’uno con essa. La descrive e la plasma con semplicità imbarazzante. Gli aspetti più rari sono motivo di sfida nel comprendere le ragioni, placando la curiosità per quanto è sconosciuto. E’ sconcertante quando mi spiega di come i terremoti, la radioattività o le impurità abbiano potuto modificare le caratteristiche, i colori e la consistenza, gli spessori all’interno di una gemma. In un’attimo, milioni di anni sono lì davanti a noi alla portata del nostro sguardo. E lui è li, con il mondo in mano a leggerti la vita di quella pietra e ciò che accadde intorno milioni di anni fa. Oggi quando guardo una gemma lo faccio con rispetto, cosciente di avere in mano il codice di un linguaggio della natura che si è costituito ed evoluto nel tempo.
Con estrema semplicità mi mostra i grezzi, ognuno con una storia dietro la quale si celano l'ambizione e la determinazione nel trovare i pezzi migliori, rari e preziosi. Una travolgente passione che lo ha portato nelle viscere della terra, a scovare campioni degni di interesse da parte dei musei delle scienze più autorevoli di tutto il mondo.
Lui e la macchina iniziano a modellare i grezzi che poco alla volta prendono forma. Con pazienza infinita, faccetta dopo faccetta, un insieme di movimenti armonici accompagna il lavoro fino all’ultimazione della gemma ossia di una piccola opera d’arte degna di un re.

giovedì 22 gennaio 2009

I tesori del “terzo regno“.

Le pietre preziose, creature del regno minerale, rappresentano i beni più duraturi della Terra. Quando nell’età neolitica l’uomo si accorse della loro bellezza , rimase affascinato dal colore e dalla lucentezza de alcune di esse così che furono a loro attribuiti poteri soprannaturali, vennero scambiate tra i popoli assumendo un grande valore di scambio. Jean-Baptiste Tavernier fu uno dei primi pionieri del commercio di diamanti tra l’Europa e l’India. Sebbene nato a Parigi, i suoi antenati provenivano d Antwerp in Belgio.
Nel suo libro " I sei viaggi di Jean-Baptiste Tavernier”, documentò numerosi schemi di taglio di diamanti praticati in India e divenuti poi storici.
Il “Florentine Diamond” posseduto inizialmente dal duca di Burgundy appartenente alla famiglia Medici, fu studiato nel 1657 da Tavernier il quale ne riprodusse lo schema di taglio con i suoi disegni quando il gioiello apparteneva alla collezione del Gran Duca di Toscana.
Il primo schema del taglio “brillante classico” fece la sua apparizione nel XVII secolo e fu largamente accreditato dall’ambasciatore italiano, il cardinale Mazzarini profondamente affascinato dalle gemme che collezionò con grande passione tant’è che i primi brillanti furono conosciuti come “Mazarini” e definiti con il termine “doppio taglio brillante”, il cui schema era caratterizzato da 17 faccette sulla corona. Successivamente Vincenzo Peruzzi, un tagliatore veneziano, introdusse una evoluzione del taglio brillante raddoppiando le faccette sulla corona da 17 a 33.

Tavernier documentò nel suo libro il trasferimento del famoso diamante “Koh-i-Noor” dal Sultano di Golconda al Principe Auragzeb di Persia a metà del 1600. E proprio al Principe di Persia venne addebitata la riduzione di caratura da 793 a 186 del famoso diamante, a causa dell’errore di un tagliatore.
A metà del 1500 l’ambasciatore francese in Turchia, Nicolas Harlai, acquistò un diamante di 55 carati conosciuto come “Sancy Diamond”, successivamente venduto al Cardinal Mazzarini a metà del 1600, poi posseduto dal Principe russo Anatole Demidoff ne 1800 ed infine da William Waldorf Astor all’inizio del 1900.